Inaugurata la panchina in ricordo di Pino Cima, fondatore di Cartiera dell’Adda.

Inaugurata la panchina in ricordo di Pino Cima, fondatore di Cartiera dell’Adda

Giovedì 12 giugno presso il Parco adiacente la Cartiera, è stata inaugurata la panchina in ricordo di Pino Cima, fondatore di Cartiera dell’Adda. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Amministrazione Comunale di Calolziocorte, della figlia Elvira, delle nipoti Lodovica e Chiara, di una piccola delegazione di dipendenti ed ex dipendenti, dei rappresentanti di molte associazioni locali, di don Andrea Pirletti, parroco della frazione del Pascolo e di una delegazione di studenti dell’I.I.S. Rota. La panchina, dono della famiglia alla cittadinanza, fortemente voluta dal Comune e in particolare dall’Assessore Tina Balossi, è stata progettata dall’Architetto Caludio Lopasso. Non un monumento qualsiasi, ma una panchina con la forma particolare di un abbraccio, un elemento non solo decorativo ma utile alla comunità. “… in un tempo in cui siamo tutti abituati a vivere male è così facile spettegolare, criticare, dire che le cose non vanno, ecco, riuscire a trovare dei luoghi di aggregazione in cui ci si trovi per dire ciò che è bello, ciò che è buono, le iniziative belle della gente: questo diventa un luogo di “bene-dizione.” (don Andrea Pirletti).

Il testo scritto da Lodovica Cima, depositato agli atti presso il Comune di Calolziocorte, è stato letto da uno degli studenti dell’Istituto Rota: “Giuseppe Cima, detto Pino, nasce a Bonacina di Lecco il 22 dicembre 1906 da Isidoro Cima ed Elvira Figini. Il padre Isidoro muore improvvisamente nel 1926 e Pino, maggiore di cinque fratelli, anche se non ancora maggiorenne, rinuncia agli studi per affiancare la madre nel gestire la cartiera. Si è appena iscritto al Politecnico di Milano, ma sospende lo studio immediatamente e si impegna a fondo nel lavoro in cartiera, in via Digione a Lecco. Mentre i suoi fratelli continuano a studiare a Milano. È un giovane dal senso pratico e di poche parole. Solo una volta superato il periodo di lutto ed emergenza, riprende gli studi laureandosi in ingegneria meccanica nel 1935. Sta saldamente al fianco della madre e, dopo la pausa forzata dell’attività dovuta alla Seconda guerra mondiale, trasferisce la cartiera Isidoro Cima dal centro di Lecco a Pescarenico, ed è sempre lui, seguito poi dai fratelli a voler espandere l’attività. Sposa Anna Maria Mattarelli e con lei ha tre figli: Giulio (1938), Elvira (1941) e Giovanni (1946-2020). Amante della montagna, grande camminatore e osservatore, conosce a fondo il territorio e sceglie personalmente i terreni di Calolzio Corte per fondare una nuova cartiera, nel 1956. Affiancato in particolare dal fratello Andrea, detto Dino, crea uno stabilimento di avanguardia, dotato di una macchina continua esemplare nella produzione del cartone grigio. La macchina, lunga ben 100 metri, è prima in Italia per larghezza utile nella produzione del rotolo di carta. Viene costruita dalla ditta Carcano di Maslianico che è costretta a modificare i suoi spazi per venire incontro alle richieste tecniche di Pino Cima. Il risultato di questi investimenti è un’azienda tecnologicamente avanzatissima. Sono sempre di Pino le intuizioni, in largo anticipo sui tempi, di utilizzare carta di riciclo come materia prima e di recuperare calore per la produzione di energia elettrica. La sua personalità schiva e silenziosa non lo ha mai portato alla ribalta negli avvenimenti importanti della città e del territorio, ma le sue azioni sono ancora oggi tangibili: figura tra i soci fondatori dell’Unione industriali Lecchesi (1946), del Rotary club Lecco, del Golf Club L’Albenza e tra i grandi sostenitori della Società Canottieri Lecco e della Società Escursionisti Lecchesi. Tutti segnali di attenzione alla vita sociale del territorio. Lo stabilimento di Calolzio, la Cartiera dell’Adda, resta il suo fiore all’occhiello, l’unico di cui parla con grande soddisfazione. Pino Cima si spegne nel marzo del 1975 a soli 69 anni per un infarto. Gli succedono nella gestione delle cartiere i figli Giulio e Giovanni. Oggi la Cartiera di Pescarenico ha lasciato il posto al terzo Ponte di Lecco e la famiglia Cima, negli eredi Giuseppe, Lodovica e Chiara, figli di Giulio, prosegue il progetto imprenditoriale dedicandosi, come un tempo, alla grande passione per la carta con l’acquisto di un’altra cartiera in provincia di Lucca e diverse attività connesse alla lavorazione della carta. Quindi la Cartiera dell’Adda di Calolzio Corte, ad oggi, fa parte del gruppo Paper Board Alliance (PBA), gestito da Giuseppe Cima, nipote di Pino. Tra le cartiere e le attività del gruppo rimane il fiore all’occhiello e conta oltre un centinaio di dipendenti.”

PBA, due cartiere con un unico obiettivo: soddisfare le richieste dei clienti

PBA, due cartiere con un unico obiettivo: soddisfare le richieste dei clienti

PBA, con i suoi oltre 300 dipendenti, vanta due siti produttivi, con tre macchine continue, completamente diverse fra loro per meccanica e progettazione, le quali permettono al gruppo di approcciare svariati mercati e spedire il nostro cartone in oltre 80 paesi nel mondo. I principali utilizzi del nostro cartoncino sono: carta per la produzione di tubi a spirale ed in linea, angolari, buste, laminati, interfalde, anime per il Tissue, carta per ondulatori e pannelli alveolari.

La forza del gruppo è aver studiato ed implementato impianti unici nel loro genere: Cartiera dell’Adda vanta una delle più grandi luce macchina d’Europa (4400mm) per il cartone grigio, con una produzione oraria che permette di produrre un autotreno all’ora; ICP, con i suoi due impianti, può produrre cartoncino grigio, ma anche bianco/bianco e bianco/grigio ed è particolarmente apprezzato per le anime nel settore Tissue.

Particolare attenzione viene posta alle caratteristiche tecniche del cartone, e nello specifico: considerando i tre impianti, possiamo fornire un cartone con una grammatura minima di 140 g/m² fino a raggiungere i 990 g/m²; di conseguenza lo spessore del cartoncino parte da un minimo di 210 micron fino a raggiungere i 1500 micron. Per andare incontro alle esigenze dei clienti creiamo prodotti da hoc, variando determinate caratteristiche. Grazie alle nostre ribobinatrici a fondo macchina (di cui una realizzata da Tecno Paper, azienda del nostro gruppo), e grazie al nostro centro taglio esterno, possiamo tagliare bobine fino ad un minimo di 45mm e realizzare interfalde con formato minimo di 400x400mm fino ad un massimo di 1600x1600mm.

Altro aspetto fondamentale su cui punta fortemente il gruppo è la parte di Ricerca e Sviluppo con un occhio di riguardo alla sostenibilità: viene utilizzato solo macero proveniente dalla raccolta urbana e da scarti industriali, con un rapporto di post e pre consumer superiore a 4:1. Nel 2023 sono state utilizzate quasi 300.000 tonnellate di macero per la produzione del nostro cartoncino. Ma non è solo la materia prima l’aspetto “green” di PBA: Cartiera dell’Adda vanta una centrale di cogenerazione a biomassa che, utilizzando il cippato derivante dalla pulizia dei boschi e del verde (sia pubblico che privato), produce energia e gas utilizzati per la produzione di carta. Inoltre, sempre Cartiera dell’Adda, dispone di un depuratore suddiviso in una parte aerobica ed una anaerobica; quest’ultima permette di ricavare biogas, riutilizzato dal sito produttivo. Le modifiche all’impianto di ICP, riguardanti la parte della seccheria e della calandra, hanno invece permesso di aumentare la produzione oraria e di aumentare il livello qualitativo della carta.
Tutti i processi produttivi sono ottimizzati per ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2, oltre ad un utilizzo di acque chiare inferiore alla media; quasi la totalità delle acque utilizzate viene reimmessa nel ciclo di produzione, riducendo così l’impatto ambientale. Il gruppo dispone inoltre di varie certificazioni, fra le più importanti vi sono: 100%FSC, ISO9001, ISO 14001 e ISO45001.

Decarbonizzazione: GSE e Assocarta siglano un accordo di collaborazione.

Decarbonizzazione dei settori Hard to Abate. Il GSE e Assocarta siglano un accordo di collaborazione in Cartiera dell'Adda.

Venerdì 24 maggio abbiamo ospitato in Cartiera dell’Adda la firma di un accordo tra Assocarta – l’associazione che aggrega, rappresenta e tutela le aziende italiane che producono carta, cartoni e paste per carta – e il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. – società del Ministero dell’Economia che promuove lo sviluppo sostenibile nel Paese.

L’accordo di Assocarta con il GSE ha l’obiettivo di agevolare il processo di decarbonizzazione della filiera cartaria italiana e garantire al comparto strumenti rivolti a incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, della condivisione dell’energia e dell’efficienza energetica nei processi produttivi.

Grazie al protocollo, sottoscritto dal Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, dal Presidente e dall’Amministratore delegato del GSE, Paolo Arrigoni e Vinicio Mosè Vigilante, le aziende aderenti all’associazione potranno confrontarsi con i tecnici del GSE sulle opportunità derivanti dagli incentivi per l’efficienza energetica e per le rinnovabili e sull’implementazione di interventi di efficientamento energetico.

GSE e Assocarta saranno impegnate nell’individuazione di progetti sperimentali rivolti ai processi del comparto della carta, con lo scopo di far emergere soluzioni tecnologicamente avanzate, anche sostenute da incentivi pubblici, utilizzabili per la diffusione delle best practice, tra cui l’utilizzo dell’idrogeno verde, del bioidrogeno e il supporto del processo di elettrificazione.

Con la firma dell’accordo saranno inoltre promosse le configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile e l’implementazione di tecnologie innovative e sostenibili con lo scopo ridurre le emissioni e, al contempo, aumentare la competitività delle aziende italiane della filiera.

Decarbonizzazione dei settori Hard to Abate. Il GSE e Assocarta siglano un accordo di collaborazione in Cartiera dell'Adda.
Decarbonizzazione dei settori Hard to Abate. Il GSE e Assocarta siglano un accordo di collaborazione in Cartiera dell’Adda.

Il cuore di una cartiera è la macchina continua

La macchina continua di Cartiera dell'Adda

“Un mostro di tecnologia e velocita in cui vediamo entrare acqua sporca e uscire carta a rotoli.” Così un visitatore inesperto  descriverebbe  la macchina in attività. Descrivendo a parole, poi, non possiamo aggiungere il rumore che accompagna questa magia e che contribuisce ad amplificarne l’importanza.

La macchina continua è in funzione nelle cartiere dal 1800. È stata messa a punto in Olanda, storicamente, e poi si è evoluta negli anni diventando sempre più performante. Si chiama continua perché di solito è un impianto davvero imponente che funziona in modo ininterrotto e che tratta la pasta di carta, fino a farla diventare carta vera e propria. È dunque la macchina essenziale per ogni cartiera e ogni tipo di carta.

Cartiera dell’Adda custodisce nel cuore dello stabilimento una macchina continua definita  un gioiello. È esemplare nella produzione del cartone grigio. La macchina, lunga ben 100 metri, è prima in Italia per larghezza utile nella produzione del rotolo di cartoncino. Viene costruita dalla ditta Carcano di Maslianico che è costretta a modificare i suoi spazi per venire incontro alle richieste tecniche di Pino Cima, il fondatore della sede di Calolzio Corte. Siamo nel 1956, la famiglia Cima guarda al futuro e pensa a uno stabilimento nuovo e performante:  il risultato di questi investimenti è un’azienda tecnologicamente avanzatissima. Sono sempre di Pino Cima le intuizioni, in largo anticipo sui tempi, di utilizzare carta di riciclo come materia prima e di recuperare calore per la produzione di energia elettrica.

La macchina ha in sé tutti i segmenti di lavorazione tipici della carta o del cartone: nella Cassa D’afflusso si immette la pasta di carta, sulla Tela di formazione si elimina l’acqua in eccesso per formare il foglio di carta, che viene poi schiacciato nella Pressa, asciugato nella Seccheria, levigato e lucidato nella sezione di Calandratura e arrotolato grazie alla Bobina. Durante questa operazione si determinano le caratteristiche del prodotto finito, quali grammatura, speratura, spessore…

Ogni tipologia di carta richiede una diversa macchina con caratteristiche specifiche. Ecco perché anche in Cartiera dell’Adda, la continua è stata progettata e messa in opera con una stretta collaborazione tra il progettista e l’imprenditore che l’ha commissionata e che produce esclusivamente cartone e cartoncino riciclato.

Oggi la macchina continua della Cartiera dell’Adda ha subito tante trasformazioni e miglioramenti in questi 68 anni di attività, sempre al passo con i tempi e vanta addirittura una parte tecnologicamente molto sofisticata che è coperta da brevetto. Si tratta della sezione di formazione del foglio.

I fogli di cartone prodotti possono essere lunghi alcuni kilometri e la velocità di lavorazione può superare i 30 km all’ora.

Attualmente la macchina di Cartiera dell’Adda è in grado di produrre più di 25 tonnellate  di cartoncino ogni ora.

I prodotti di PBA. Le parole chiave per il futuro? Customizzare e diversificare.

I prodotti di PBA

“Pensiamo al primo modello di Ford. Quando Henry Ford costruì la sua prima auto, la model T, ironizzava dicendo ‘puoi sceglierla del colore che preferisci, purché sia nero’, perché venivano prodotte solo nere. Oggi, invece, è possibile customizzare qualsiasi auto, personalizzarle nei colori, negli accessori, negli interni e non solo”.

Con questa suggestiva immagine, chiara e immediata, Roberto Severini, Direttore marketing del Gruppo Pba descrive, in “chiave automobilistica”, come è cambiato negli anni anche l’approccio di Cartiera dell’Adda e Icp verso il cliente. Poche e semplici parole che ci trasferiscono, in modo netto, la direzione intrapresa oggi dalle due aziende: quella di andare incontro alle esigenze del cliente, di creare qualcosa su misura per lui, adattandosi alle sue necessità e non viceversa.

Uno sguardo diverso, più aperto, che ha fatto sì che, le due aziende, in questi anni, si focalizzassero su un aspetto fondamentale: migliorare la qualità nella produzione, limitando così l’approccio industriale in favore di un approccio più orientato al cliente. Qualcosa che, se in Icp era già piuttosto presente, non era lo stesso per Cartiera dell’Adda.

È stato proprio il mix tra le peculiarità delle due realtà a rendere possibile lo sviluppo di una serie di nuovi prodotti, rivoluzionando quelli in cui le aziende erano forti e consolidando quelli considerati “più di nicchia”.

Il risultato complessivo è stato importante e i numeri possono confermarlo.  In fatto di vendita, il prodotto principale del Gruppo, è attualmente il cartoncino per il tissue che viene realizzato in Icp. Il secondo è quello per tubi industriali che viene fatto in Adda e il terzo è il cartoncino per gli angolari. “Questi sono i primi tre che fanno comunque una quota parte molto importante di quella che è la nostra produzione – spiega Roberto Severini – Insieme, infatti, fanno il 60% del nostro business”. Ma non è finita qui perché, a seguire, troviamo i tubi per le termocoppie, ma anche il cartoncino per uso alimentare. 

La produzione, inoltre, sta guardando a nuovi mercati. Una direzione che si sta rivelando vincente, sebbene abbia comportato un cambiamento importante all’interno dell’organizzazione aziendale e, in particolare, nel modo di concepire e studiare il prodotto, invertendo del tutto l’ordine delle cose.

Il primo passo, infatti, adesso è proprio quello di domandare al cliente “Di cosa hai bisogno? Come posso, con due stabilimenti produttivi e tre macchine continue, riuscire a creare un prodotto più consono a quelle che sono le tue aspettative?” e solo così dare inizio al lavoro.

In quest’ottica, anche il marketing – come ha sottolineato Roberto Severini – ha deciso di seguire un approccio ben chiaro: diversificare. “Il mercato è talmente volatile che, se ci standardizziamo troppo su determinati prodotti, rischiamo di perdere importanti occasioni, diventando vittime di quello che è l’andamento industriale del mercato stesso”.

La squadra dei meccanici di Cartiera dell’Adda: i punti di forza

La squadra dei meccanici di Cartiera dell'Adda: i punti di forza

Incontriamo di nuovo la squadra dei meccanici di Cartiera dell’Adda che, il 9 aprile 2022, aveva partecipato ad un corso sull’ottimizzazione del metodo di lavoro, partendo dalla riorganizzazione degli spazi riservati all’officina. L’applicazione e l’assimilazione delle regole basilari era avvenuta goliardicamente in lingua bergamasca e la parola d’ordine “Riduzione degli sprechi” era diventata TÉGN A MÀN (risparmiare).

Il miglioramento dello spazio lavorativo è in continuo divenire ed i cambiamenti sono ben visibili: postazioni ordinate ed organizzate, pannellature divisorie nuove e uno spazio conviviale sempre più curato e accessoriato. Tutto questo a favore non solo della resa lavorativa, ma anche del miglioramento della qualità di vita di chi usufruisce di questi ambienti.

La bravura dei componenti di questo team viene testata ogni giorno, ma noi vogliamo raccontarne l’efficienza tracciando i loro punti di forza.

INTERVENTI PROGRAMMATI: è un aspetto cruciale per la manutenzione preventiva. Attuare un piano di manutenzione significa evitare guasti costosi e migliorare la durata degli apparecchi/impianti.

ORGANIZZAZIONE: la capacità di organizzare il lavoro e la gestione del tempo è fondamentale per una pianificazione efficiente che contribuisce a ridurre i tempi di inattività, a migliorare l’efficienza complessiva, a garantire interventi mirati e presenza costante del personale in caso di emergenza.

CONDIVISIONE DELLE RESPONSABILITÀ: suddivisione dei compiti in base alle competenze per ridurre il carico di lavoro individuale e per promuovere uno sviluppo più equilibrato del progetto.

CONCENTRAZIONE: la precisione è cruciale nella riparazione e nella manutenzione dei macchinari, ma la capacità di concentrarsi è indispensabile anche per evitare errori di valutazione che possono essere causa di gravi infortuni.

COMUNICAZIONE, MOTIVAZIONE E SUPPORTO: la comunicazione aperta e continua attraverso un dialogo costante tra tutti i membri del team, permette di risolvere al meglio i problemi e garantisce che tutti siano allineati. Il supporto reciproco e la condivisione creano un ambiente in cui ognuno si sente valorizzato.

FLESSIBILITÀ E ADATTABILITÀ: la maggior parte degli interventi sono legati ad imprevisti ed essere flessibili è un’abilità preziosa per una risoluzione rapida dei problemi.

CAPACITÀ DI LAVORARE IN TEAM: la collaborazione tra colleghi è essenziale per affrontare le sfide e completare progetti con successo. Per aumentare la coesione del gruppo, il valore aggiunto è anche il ritrovarsi al di fuori del lavoro, le cene con le rispettive famiglie, le battute di caccia o le corse con in i go-kart.

Ciò che alimenta, motiva e accomuna tutti i 9 componenti della squadra, sono il grande affiatamento e tanta PASSIONE!

Uno speciale Open Day per Cartiera dell’Adda che apre ai dipendenti e alle loro famiglie

Uno speciale Open Day per Cartiera dell’Adda che apre ai dipendenti e alle loro famiglie

Un Open day dedicato ai dipendenti e alle loro famiglie e una speciale inaugurazione per festeggiare la realizzazione del nuovo ingresso alla cartiera. Sono questi i due grandi temi al centro dell’evento organizzato da Cartiera dell’Adda sabato 18 novembre e domenica 19 novembre con un doppio appuntamento nel segno del territorio, della comunità e dei lavoratori.

Tre capisaldi che fanno parte della mission di Cartiera dell’Adda e del gruppo Pba che, ogni giorno, operano secondo principi di inclusione e sostenibilità: un impegno che si concretizza in diverse iniziative e progetti.

Proprio questa attenzione ha spinto l’azienda a realizzare un nuovo ingresso alla cartiera inaugurato sabato 18 novembre alla presenza delle autorità e delle associazioni locali. Un cambiamento importante non solo per il valore industriale che riveste, ma anche perché è in grado di minimizzare l’impatto sull’intera area, eliminando il passaggio dei mezzi pesanti dalla zona residenziale.

“Una decisione presa per salvaguardare l’ambiente e le persone che lavorano e vivono intorno a Cartiera dell’Adda – afferma Piero De Lazzari – e che si inserisce in una serie di investimenti a favore del territorio in cui l’azienda sorge. Tra questi, il nuovo CPI, il miglioramento dello stabilimento, il rinnovamento dell’area macero e altri progetti ancora in via di realizzazione. La nostra attenzione alle questioni sociali ed ecologiche non è solo retorica, ma si traduce in azioni concrete. Questo è uno dei tanti risultati di squadra e siamo profondamente grati a tutti coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione”.

Un risultato “di squadra” – come sostiene De Lazzari – ma anche “per la squadra” perché nelle scelte tecnologiche e strutturali che l’azienda adotta, giocano sempre un ruolo fondamentale i lavoratori, la loro tutela, il loro benessere e l’accoglienza. Ecco perché, Cartiera dell’Adda ha voluto organizzare un Open Day che coinvolgesse i dipendenti e le loro famiglie. Un’occasione per mostrare a queste ultime l’ambiente dove i propri cari trascorrono diverse ore al giorno, favorire la socializzazione tra i colleghi e i loro parenti e rinforzare quella rete di relazioni sane e positive tra le persone e l’azienda, a cui Cartiera dell’Adda tiene particolarmente.

Dopo l’inaugurazione della mattina, la giornata di sabato è proseguita nel pomeriggio con lo speciale Open Day, replicato anche la domenica mattina, proprio per permettere a tutti i dipendenti di partecipare, garantendo più turni.

Sia sabato che domenica, per intrattenere i più piccoli, è stato organizzato anche un laboratorio per bambini a cura della scrittrice Lodovica Cima, dove sono stati consegnati alcuni gadget come matite colorate e blocchi per disegnare.

Un evento ricco e importante che Cartiera dell’Adda ha fortemente voluto e in cui crede particolarmente che, chissà, in futuro, potrebbe anche diventare un appuntamento fisso annuale. 

Il 511 Racing Team: un’intervista a tre per conoscere più da vicino il team sostenuto da Cartiera dell’Adda e icP

il 511 Racing Team sostenuto da Cartiera dell’Adda e icP

Due pilote e una team manager: un’intervista a tre per conoscere più da vicino il 511 Racing Team, sostenuto da Cartiera dell’Adda e icP, che ha uno staff tutto al femminile e gareggia anche nel campionato maschile.

Raccontateci un po’ di voi, come vi siete avvicinate a questo sport?

C’è qualcuno a cui dovete questa passione?

BEATRIZ – Fin da piccola mi sono sempre piaciute molto le moto e grazie ai miei genitori ho potuto avvicinarmi a questo sport. Devo la mia passione alla mia famiglia, in particolare a mio padre.

SARA – Ho iniziato questo sport grazie a mio padre, grande appassionato di moto. Per la festa de “Los Reyos” (Epifania) mi hanno regalato una piccola moto da cross, così tutti i fine settimana ho iniziato a girare in moto insieme a mio padre.

VALENTINA – Da ex ciclista professionista la mia passione è sempre stato il ciclismo. L’interesse per l’Ingegneria e la meccanica mi hanno portata ad avvicinarmi al motorsport, e anche al movimento che genera intorno a sé.

Questa mia passione non la devo a nessuno in particolare. Il mio motto è “lo sport come stile di vita” ed è proprio per questo che pian piano la passione è maturata dentro di me, ma pur sempre di due ruote parliamo! C’è però da dire che, durante gli allenamenti in bici, si univa al mio gruppo qualche pilota. Infatti, è fondamentale per loro pedalare per mantenere la forma fisica stimolando anche l’equilibrio nella guida. Pian piano mi sono lasciata coinvolgere sui circuiti.

Quali sono le difficoltà che riscontrate in un ambiente che è molto al “maschile”?

BEATRIZ – Le difficoltà sono fisiche rispetto alle moto con più potenza.

SARA – Non posso dire di aver vissuto una brutta esperienza, in pista mi sono sentita accolta e mi hanno sempre voluto tutti bene. C’è da dire che in questo mondo in quanto donna, devi sempre dimostrare un po’ di più per farti notare, ma non è stata sicuramente un’esperienza negativa.

VALENTINA – La nascita di questo progetto all’interno di un settore ancora oggi per lo più caratterizzato da presenza maschile, è per noi una sfida. Fin dall’inizio abbiamo dovuto lavorare duramente e a testa bassa, eravamo convinte che sarebbe servito il lavoro di squadra e i primi risultati per poter affermare l’esistenza di un team al femminile che può coesistere in questo mondo.

Quando avete deciso che questa sarebbe stata la vostra professione?

BEATRIZ – Da quando sono salita in moto per la prima volta.

SARA – Direi che non ho ancora deciso quale sarà la mia professione, faccio questo da quando avevo 8 anni, mi sono dovuta fermare due volte per vari motivi, ma l’ho sempre fatto per passione, oltre alle tante altre cose che sto facendo. Al momento rimane una passione perché ho bisogno di lavorare per mantenermi.

VALENTINA – Inconsapevolmente queste sono scelte che nascono da piccola e pian piano si trasformano fino a diventare realtà concrete.

C’è qualcosa a cui avete dovuto rinunciare?

BEATRIZ – Ho sempre cercato di combinare tutto con il mio sport. Ma è vero che uscire a prendere un caffè con i miei amici mi è costato molto a causa dei miei impegni, motivo per cui ho dovuto rinunciare alla mia vita sociale.

SARA – Rinunce direi di no, quando ero più piccola ed i miei amici decidevano di uscire a fare serata io preferivo andare in pista ad allenarmi, quindi non l’ho mai vissuta come una rinuncia. Poi alla fine sono scelte che si fanno, ma è anche una questione di organizzazione, se si vuole davvero si riesce a far conciliare tutto.

VALENTINA – A molte cose, forse troppe da raccontare, ma sono scelte dettate dalla consapevolezza che per ottenere grandi risultati bisogna affrontare sacrifici.

Il ricordo più bello e quello più brutto della vostra carriera

BEATRIZ – Il più bello è stato quando sono stata proclamata campione d’Europa, i momenti più brutti sono sempre gli infortuni.

SARA – Il ricordo più bello è legato al circuito di Montmeló a Barcellona, in cui ho vinto una gara interamente sotto la pioggia, non ricordo l’anno ma ricordo la grandissima emozione. I ricordi più brutti sono due: le due volte in cui ho smesso di correre. La prima a causa di un infortunio, e mio padre non voleva più farmi gareggiare; la seconda invece perché non avevo un progetto che ritenevo valido e per questo ho scelto di rimanere ferma un anno.

VALENTINA – Il successo di squadra è in cima alla classifica delle cose belle da ricordare. La vittoria non è mai del singolo ma di tutte. Il momento più brutto, oltre agli attimi di suspence durante le cadute, è stato il secondo posto nella classifica generale l’anno scorso di Sara Sanchez. Ad ogni modo, siamo riuscite a trasformare l’accaduto in una vittoria. E’ bastato guardare a quello che eravamo riuscite ad ottenere in un anno dalla nascita di questo straordinario progetto!

Cosa consigliereste a chi si appassiona a questo sport?

BEATRIZ – Di non mollare mai perché è uno sport molto bello.

SARA – Il mio consiglio è di seguire il proprio cuore. Sappiamo che non ci sono molte ragazze in questo sport, quindi è difficile individuare un esempio da seguire. Però il fatto che non esista un Valentino Rossi in versione femminile non significa che una ragazza non possa aspirare ad essere Valentino Rossi! Può farlo, basta seguire il cuore e se si ha la famiglia al proprio fianco io direi: “Vai, vai e divertiti! Il resto viene da solo”.

VALENTINA – Il consiglio è di non dimenticare che ci vuole molta dedizione per il lavoro di squadra. Perché ogni singolo elemento del team è indispensabile e i rapporti umani vanno coltivati!

Cosa vi augurate per il futuro? Un augurio per la vita privata e uno per quella professionale!

BEATRIZ – Per quanto riguarda le moto, vorrei diventare Campionessa della Coppa del mondo femminile; in termini di lavoro, vorrei lavorare come avvocato per una grande multinazionale.

SARA – Nell’ambito delle moto non saprei. Sto vivendo giorno dopo giorno perché si parla di mondiale, ma è ancora tutto incerto, non so quale sarà l’obiettivo per il 2024. Per il mio futuro professionale, invece sto studiando e spero di riuscire ad esercitare una professione attinente ai miei studi. Ancora meglio, se sarà in ambito sportivo motociclistico!

VALENTINA – Non si svela per scaramanzia quello per la vita privata, ma so che il futuro riserverà al 511 Racing Team tante tante soddisfazioni professionali! Siamo già sulla buona strada… quella che probabilmente ci vedrà protagoniste in un Campionato di carattere mondiale.

Un pregio e un difetto delle due colleghe.

BEATRIZ – Non trovo difetti, penso che siamo una grande squadra e sono molto felice di lavorare con loro.

SARA – Non delle mie colleghe, parlo dei miei. Il mio difetto è quello di rimandare le cose, aspetto sempre l’ultimo momento per farle. Invece il mio pregio è che se mi metto in testa un obiettivo lavoro tantissimo fin quando non ottengo il risultato che mi ero prefissata.

VALENTINA – Potrei scrivere un libro! Se devo scegliere il pregio, evidenzio il grande impegno al lavoro. Per il difetto invece, forse è che tutte crediamo troppo che i risultati valgano più di mille parole. Invece già raccontare al mondo, e con orgoglio, la strada che abbiamo percorso per ottenerli, può dare forza al vero significato di questo progetto “Riconoscere e valorizzare il talento delle donne nel motorsport”. 

Cartiera dell’Adda di nuovo a sostegno del progetto Cuore In Forma

Di nuovo a sostegno del progetto Cuore In Forma

Ancora una volta abbiamo sostenuto il progetto CUORE IN FORMA, contribuendo alla posa di uno dei tre defibrillatori in prossimità del Plesso scolastico della zona di Sala a Calolziocorte, a Lecco. Quindi, dopo Cisano Bergamasco, è stata la volta del comune di Calolziocorte. Qui sono stati infatti installati i nuovi defibrillatori. E come unico sponsor, Cartiera dell’Adda ha contribuito alla posa di una colonnina in prossimità proprio di una scuola di Calolziocorte. Grazie al prezioso contributo, Italian Medical System si è occupato del posizionamento e penserà alla manutenzione sia del macchinario sia della colonnina che lo contiene. Inoltre, penserà alla formazione di operatori scelti dall’ente comunale e di 8 dipendenti di cartiera.

Sabato 29 aprile scorso, durante la cerimonia inaugurale dell’installazione di 3 nuovi defibrillatori, l’Amministrazione comunale ha ringraziato tutti gli imprenditori che hanno dato il proprio contributo e permesso l’acquisto dei dispositivi e il miglioramento della salute e della sicurezza di tutti.
A ritirare l’attestato di sostenitore è stato per noi Amos Stucchi che si occupa della sicurezza sul lavoro in Cartiera dell’Adda.

Cartiera dell’Adda partecipa alla Paper Week di Comieco

Cartiera dell'Adda partecipa alla Paper Week di Comieco

In aprile Cartiera dell’Adda ha partecipato alla Paper Week di Comieco. L’azienda del nostro Gruppo ha infatti ospitato due classi terze della Primaria “Falcone e Borsellino” di Lecco. I piccoli studenti hanno trascorso la mattinata presso l’azienda alla scoperta del “ciclo del riciclo”. In aula corsi hanno assistito ad una breve formazione con Diego Allegrini e un prof. d’eccezione, Pietro studente universitario e guida AISA di Comieco; mentre Amos Stucchi, Roberto Austoni e Valentino Carenini li hanno accompagnati nella zona produttiva. Dalle balle di carta da macero, alla produzione della bobina, passando per il pulper e la macchina continua. Una lezione dal vivo su come la carta di scarto viene rigenerata per essere impiegata in molteplici altri utilizzi. È il nostro impegno nell’educazione ambientale sull’importanza del corretto riciclo: occasione che ci è servita per ribadire l’indispensabile sinergia tra la cartiera e le corrette abitudini quotidiane.